mercoledì 29 ottobre 2025

Nasce il Tavolo Tematico Regionale di Ora! sul "Porto di Trieste" (e sui porti regionali)

Il Porto di Trieste è da sempre un pilastro strategico per il corridoio adriatico e per l’economia del Friuli-Venezia Giulia. Tuttavia, oggi si trova in una situazione di incertezza e rallentamento che rischia di compromettere il suo ruolo di motore di sviluppo non solo regionale, ma nazionale.

Una crisi gestionale che si protrae da troppo tempo

La questione della nomina del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è ferma da mesi. Dopo la conclusione del mandato di D’Agostino e la nomina temporanea di Antonio Guerrieri come commissario straordinario, la situazione è precipitata: prima la revoca lampo dell’incarico di Segretario Generale a Torbianelli per giochi politici, poi il passo indietro dello stesso Guerrieri per questioni legali personali. Il risultato? Ancora una volta il porto resta senza una guida stabile, mentre sindacati e forze locali chiedono a gran voce al Governo di sbloccare l’impasse.

Le conseguenze sono serie e immediate

L’assenza di una leadership forte complica tutte le decisioni strategiche: dalle grandi opere alle gare complesse, dai rapporti con i mercati internazionali alla gestione dei fondi PNRR e Fondo complementare. Tutto rallenta, mentre il traffico merci nel primo semestre 2025 registra già una flessione, anche a causa della fine dell’alleanza tra i giganti MSC e Maersk, che ha portato a un calo dei container movimentati e a una pressione negativa sui ricavi delle imprese portuali.

Cantieri e investimenti a rischio

Molte delle opere fondamentali per il futuro del porto – dall’elettrificazione delle banchine all’ammodernamento del Molo VII, fino al progetto del nuovo Molo VIII – sono finanziate con risorse pubbliche e private, ma procedono a rilento tra iter autorizzativi complessi, rischi esecutivi e tempi di consegna incerti. Senza una governance forte e stabile, anche la realizzazione delle infrastrutture rischia di subire ulteriori ritardi, con ricadute pesanti su occupazione, competitività e sviluppo del territorio.

Serve una scelta, ora!

Il futuro del Porto di Trieste non può essere ostaggio di giochi politici e logiche di spartizione. La nostra regione e l’Italia intera non possono permettersi di perdere tempo prezioso. Chiediamo con forza che il Governo metta fine a questa attesa senza senso e proceda subito alla nomina di una figura competente e autorevole alla guida dell’Autorità portuale. Solo così sarà possibile affrontare le sfide del presente e cogliere le opportunità di crescita e innovazione che il porto può offrire.

ORA! FVG continuerà a vigilare e a chiedere trasparenza, responsabilità e visione per il futuro del nostro porto e del nostro territorio.

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