Il movimento avvia una campagna di proposta diretta ai proprietari forestali privati del FVG. Critica il progetto dell'hub di Vinadia: “Infrastruttura pubblica senza materia prima organizzata. Il valore del legno FVG continuerà a finire all'estero finché non esisterà un aggregatore privato dei proprietari, come in Austria, Germania e Francia.”
ORA! Italia Friuli-Venezia Giulia avvia una campagna di proposta rivolta ai cittadini e ai proprietari
forestali privati per la costituzione di un consorzio agro-silvo-pastorale
privato, con l'obiettivo di aggregare le proprietà forestali oggi
frammentate e trattenere sul territorio il valore aggiunto della filiera del
legno. La proposta parte dalla Comunità di Montagna del Natisone e Torre come
primo territorio di ascolto, ma è aperta a ogni comunità di montagna del FVG
interessata. L'iniziativa si inserisce nel dibattito sollevato dal progetto di
hub logistico del legname a Vinadia, nel comune di Villa Santina, sul quale
Confindustria Udine ha espresso perplessità.
Secondo l'analisi elaborata da Ermanno Rucli (ORA! Italia — Membro
Assemblea Nazionale), i dati della filiera forestale regionale mettono in
evidenza un paradosso strutturale. Il FVG dispone di 330.000 ettari di bosco,
di cui 200.000 di proprietà privata, in gran parte non gestita. La crescita annua
naturale del patrimonio forestale regionale è pari a 1 milione di metri cubi,
ma la produzione effettiva si ferma a 200.000. Le imprese regionali del legno
assorbono fino a 3 milioni di metri cubi l'anno, quindici volte la produzione
locale: il resto è importato, spesso rilavorando lo stesso legname uscito dal
FVG pochi mesi prima al prezzo minimo.
Il Consorzio Boschi Carnici, che aggrega il
patrimonio forestale pubblico dei 17 Comuni della Carnia per complessivi 20.000
ettari — pari a oltre il 15% di tutto il bosco pubblico regionale — ha
registrato nel bilancio 2024 ricavi da vendita legname per 149.000 euro, a
fronte di 400.000 euro di contributi regionali. Un'aggregazione forestale
professionale di scala equivalente, nei modelli austriaco, tedesco e francese,
genererebbe un fatturato nell'ordine di diversi milioni di euro l'anno.
«Il problema della filiera forestale in FVG
non è tecnico, non è di mercato, non è di mancanza di fondi — dichiara Ermanno
Rucli. — Il problema è politico. In FVG manca un aggregatore privato dei
proprietari: un soggetto che classifichi il legname, lo venda direttamente al
mercato industriale e paghi i proprietari in tempi rapidi. Esiste in Austria
con il Waldverband, in Germania e in Francia. Non esiste in Italia. Proponiamo
di costruirlo insieme ai cittadini, partendo dalle Valli del Natisone e Torre e
aperti a ogni comunità di montagna del FVG interessata.»
La proposta di ORA! si rivolge anche alla
Regione FVG con cinque richieste operative, tutte attuabili con la normativa
vigente: riconoscimento formale del consorzio, una volta costituito, come
soggetto pilota di gestione associata ai sensi della LR 9/2007; finanziamento
del Piano di Gestione Forestale associato, strumento previsto dalla legge
regionale ma oggi utilizzato quasi esclusivamente da enti pubblici; inclusione
della viabilità agro-silvo-pastorale del bacino consortile nella programmazione
CSR 2023-2027; accesso al contributo regionale sui premi assicurativi
antincendio via Condifesa FVG; attivazione di una garanzia regionale sui primi
contratti di fornitura tra consorzio e segherie locali, tramite Friulia o
Mediocredito FVG.
«Lo Statuto speciale del FVG attribuisce
alla Regione potestà legislativa primaria su agricoltura, foreste ed economia
montana — conclude Rucli. — L'autonomia non è un trofeo da esibire: è uno
strumento da usare. Se nessuno la esercita sulla filiera forestale privata,
proveremo a farlo con i cittadini, partendo da chi ci starà.»



.jpeg)





.jpeg)

.jpeg)



.jpeg)



