Sono partiti diversi tavoli di discussione e programmazione di rilievo regionale assieme ad Azione. Radicali e PLD. I temi trattati vanno dalla sanità ai trasporti, dalla cultura alla formazione e sviluppo economico. Un primo ciclo di lavori si attende saranno terminati ad aprile.
Diario di me medesimo, Fab(rizio) Biscotti, partito per questa avventura con lo zaino pieno di cose da fare per il Paese e gli scarponi modellati dopo 25 anni di Corporate America (in Gran Bretagna). Adesso parliamo di politica.
mercoledì 25 febbraio 2026
lunedì 23 febbraio 2026
Elezioni suppletive della Camera a Padova 2026: Ora! FVG pronta a supportare gli amici del Veneto
Ora!FVG sta organizzando il supporto agli amici del Veneto in occasione della prima corsa elettorale alle politiche, ovvero le elezioni supplettive per la Camera dei Deputati in provincia di Padova.
Si tratta di un’importante opportunità per gli associati di diverse regioni di conoscersi, collaborare e vivere in prima persona un’esperienza politica significativa, già sperimentata dai delegati del movimento.
Nei dintorni di Padova si terrà a breve la prima prova elettorale nazionale per il partito. Un buon risultato rappresenterebbe un riconoscimento fondamentale a livello nazionale. Proprio per questo, il Friuli-Venezia Giulia ha scelto di unire le proprie forze con il Veneto, organizzando la presenza di volontari direttamente sul territorio.
I partiti dominanti in quell’area sono molto simili a quelli presenti nella realtà regionale friulana, rendendo questa occasione un banco di prova importante anche per i militanti del FVG. L’organizzazione prevede di coinvolgere i volontari FVG, così da favorire la conoscenza reciproca e rafforzare la rete del prtito.
I banchetti elettorali partiranno già da sabato 28, offrendo a tutti i partecipanti la possibilità di contribuire concretamente alla crescita del partito e di vivere un’esperienza di attivismo condivisa. OraFVG invita tutti gli interessati a cogliere questa occasione per dare il proprio contributo e costruire insieme il futuro di Ora!.
Manifestazioni in tutta la Regione FVG in sostegno dell'Ucraina - 22 febbraio 2026
La realtà ci mostra un’Europa messa alla prova, circondata da regimi che usano la forza, la paura e la violenza invece del diritto.
Eppure noi siamo qui, oggi. Siamo qui perché speriamo che l’Europa sappia guardare al popolo ucraino come a un esempio di resistenza, di unità e di dignità.
Siamo qui perché speriamo che l’Europa impari ad essere forte, ad essere autonoma, e continui a dare pieno supporto alla nazione ucraina.
Siamo qui perché crediamo nella pace. Ma in una pace giusta. Una pace non imposta, ma scelta dal popolo che ha subito l’invasione.
Io sono Pietro, e oggi sono qui per manifestare il mio supporto al popolo ucraino.
Sono qui rappresentando ORA FVG, perché il supporto al popolo ucraino è uno dei nostri capisaldi.
Ringrazio chi ha organizzato questo evento, perché ci ha dato la possibilità di essere qui oggi, insieme, a dimostrare una cosa semplice e fondamentale:
che il popolo ucraino non è solo.
Ringrazio il popolo ucraino.
Grazie.
Udine
sabato 21 febbraio 2026
Banchetto a Pordenone - 21 febbraio 2026
A Pordenone si continua con gli incontri con la popolazione per parlare dei temi che ci stanno a cuore. Coordina il referente provinciale Diego Turchetto.
venerdì 20 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA: La cabinovia di Trieste: una lezione sulla gestione delle infrastrutture pubbliche - 19 Febbario 2026
La decisione annunciata da Forza Italia di “girare pagina” sul progetto della cabinovia di Trieste rappresenta un'occasione importante per riflettere sui criteri che devono guidare la valutazione delle opere pubbliche.
ORA! concorda con
questa scelta, coerente con i principi di efficienza amministrativa e di governance
trasparente che caratterizzano l'agenda del nostro partito.
Gli investimenti
infrastrutturali devono essere valutati secondo criteri rigorosi di efficacia
economica, sostenibilità ambientale e capacità realizzativa
dell'amministrazione. La cabinovia di Trieste, come emerge dai dubbi sollevati da
pià parti (e persino dagli stessi esponenti di Forza Italia citati
nell'articolo de Il Piccolo del 19/02), incarna diversi elementi di fragilità
che ORA! considera decisivi:
1. Assenza di
valutazione “evidence-based”: ORA! sottolinea che le infrastrutture devono
essere pianificate sulla base di dati affidabili e di analisi costi-benefici
credibili. La cabinovia non si colloca in una strategia organica di mobilità
urbana, ma rappresenta piuttosto un progetto isolato, mancando il supporto di
una chiara analisi della domanda e dei benefici attesi.
2. Governance
amministrativa debole: come affermato nel nostro programma, la PA italiana
soffre di frammentazione decisionale e di controlli che rallentano, senza
migliorare, l'esito delle procedure. L'iter della cabinovia, caratterizzato da
peripezie procedurali, corsi e ricorsi e cambimenti di valutazione, esemplifica
proprio questo problema: una macchina amministrativa che non riesce a governare
con coerenza e tempestività le scelte strategiche.
3. Rischi
finanziari mal gestiti: ORA! privilegia investimenti che producono ritorni
certi nel medio-lungo termine. Come emerge da più fonti, la cabinovia presenta
problemi di sostenibilità economica (costi e difficoltà di gestione, utilizzo
incerto, ...) che avrebbero dovuto essere affrontati in fase di progettazione
con rigore e competenza.
4. Alternativa
della mobilità efficiente non perseguita: per ORA! una delle priorità su
infrastrutture e trasporti deve essere il riequilibrio della mobilità urbana,
investendo in un trasporto pubblico locale efficiente, non in soluzioni
complementari e dubbie. La cabinovia avrebbe consumato risorse pubbliche scarse
che possono essere impiegate per efficientare il TPL.
La lezione per
Trieste e l'Italia: questa vicenda conferma la necessità di riforme profonde
nella governance pubblica — esattamente quanto ORA! propone. Servono processi
decisionali trasparenti, basati su dati affidabili, con responsabilità
chiaramente assegnate e con controlli successivi che misurino i risultati
effettivi anziché limitarsi a verifiche formali. Servono amministrazioni
territoriali capaci di pianificare il territorio con strumenti digitali
avanzati e con una visione di medio-lungo termine che superi le logiche
elettorali di breve respiro.
ORA! continuerà a
sostenere una politica infrastrutturale che investe in opere strategiche — come
il completamento dei corridoi ferroviari, il rafforzamento della logistica
portuale e intermodale, la transizione energetica — e a criticare progetti che
non reggono all'analisi rigorosa.
Bene ha fatto
Forza Italia a mettere un punto sulla cabinovia. Male se non si comprende che
questo punto deve essere l'inizio di una riflessione più ampia sulla qualità
della governance pubblica in Italia.
mercoledì 18 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA - Ben 32 comuni del FVG nella tenaglia del cortocircuito politico e fiscale della riforma dei comuni montani - 18 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA congiunto di “Azione”, “Ora!”, “PLD” e “Radicali” del Friuli-Venezia Giulia
L’articolo 44
della Costituzione stabilisce che la montagna debba essere sostenuta,
riconoscendola come territorio strutturalmente svantaggiato, ma non ne fornisce
una definizione precisa. È dentro questa ambiguità che si inserisce la riforma
Calderoli, che interviene su una classificazione che in passato includeva
anche realtà non propriamente montane. I suoi effetti incidono direttamente
anche sui territori del Friuli‑Venezia Giulia.
Il problema non
è solo numerico: riguarda il senso stesso dell’intervento pubblico nelle aree
fragili. La legge adotta criteri prevalentemente altimetrici e morfologici
(quota media, quota massima, pendenza), producendo evidenti cortocircuiti.
Cortina
d’Ampezzo (BL), territorio ricco e ad alta capacità fiscale, continuerà a
essere classificata come montagna e a beneficiare di agevolazioni e aiuti.
Monteverde (AV), piccolo centro isolato a 740 metri con il primo ospedale a
oltre 50 km, rischia l’esclusione perché una porzione in fondovalle abbassa la
media altimetrica. San Giorgio Scarampi (AT), 655 metri, spesso innevato e
marginale, resterebbe fuori. Varazze, località balneare ligure, resterebbe
montana grazie ai 1.287 metri del Monte Beigua.
In
Friuli‑Venezia Giulia, San Pietro al Natisone e altri 31 Comuni
perdono lo status di comune “montano”: quasi tutte le realtà del Collio
e del Carso. Questo passaggio non è neutrale per il territorio: riguarda
risorse, servizi e capacità amministrativa locale, in particolare per i piccoli
comuni realmente fragili.
Il punto
politico è chiaro: la classificazione non misura la fragilità reale, ma un dato
geometrico. Ne deriva una contraddizione: la montagna costituzionale è
territorio svantaggiato; la montagna amministrativa diventa territorio sopra
una soglia numerica.
La
contraddizione diventa più grave quando incide sui servizi fondamentali. Le
scuole montane, ad esempio, possono restare aperte anche con un numero di
alunni inferiore rispetto ai plessi ordinari. Tuttavia, con la nuova
classificazione si possono generare delle situazioni paradossali come nel caso
di scuole di un comune di fondovalle che perdesse la qualifica di “montano” e
fosse costretto a chiudere il plesso scolastico sebbene serva più comuni
“montani” della valle. Qui emerge il punto di caduta più evidente: la
classificazione amministrativa produce effetti incoerenti sulla geografia reale
dei servizi.
Inoltre, c’è
anche un punto di caduta fiscale e dell’effetto “gradino”. La qualifica di
“montano” determina accesso a Fondo sviluppo montagne, incentivi per docenti,
bonus e crediti fiscali, priorità amministrative. Quando un territorio esce
dall’elenco non subisce una riduzione graduale: subisce un salto netto di
regime. È il classico effetto “scalino”: o dentro o fuori, senza modulazione
proporzionale alla fragilità. Questo genera tre problemi: incertezza nei
bilanci comunali, competizione tra territori contigui, possibili rendite di
posizione per chi resta incluso.
Il collegamento
diretto tra classificazione e incentivi evidenzia un ulteriore problema: in
assenza di regole forti di controllo e verifica, gli incentivi possono gonfiare
i prezzi immobiliari, favorire seconde case, premiare chi intercetta meglio la
norma senza generare stabilizzazione demografica reale.
Per evitare
nuove disuguaglianze territoriali servono strumenti chiari: il recupero del
beneficio in caso di abbandono, controlli incrociati sulla residenza effettiva,
indicatori pubblici di risultato e la definizione chiara di criteri di
fragilità socio‑economica.
Senza questi
strumenti, la politica della montagna rischia di diventare politica di rendita
territoriale, non politica di riequilibrio.
La riforma
nasce come razionalizzazione tecnica di un sistema che aveva raggiunto un
proprio equilibrio e che includeva anche realtà non montane. Il tema oggi non è
solo nazionale ma regionale: occorre vigilare affinché la nuova classificazione
non diventi una sottrazione di risorse alle zone montane e chiarire quali
misure la Regione Friuli‑Venezia Giulia intenda adottare per accompagnare i
comuni che perdono lo status.
La “montagna
costituzionale” è un territorio da sostenere perché fragile; la “montagna
amministrativa” non può ridursi a un numero sopra una soglia.
Quando le due
cose non coincidono, l’intervento pubblico perde coerenza. E quando la
classificazione incide su scuola, bilanci e incentivi, la frattura diventa
sociale e politica.
domenica 15 febbraio 2026
Assemblea Regionale Ora! FVG - 13 Febbraio 2026
Questa sera s'è tenuta l'assemblea regionale dove s'è discusso delle amministrative in regione e di dove avremo nostri candidati oltre che di varie questioni relative agli accordi con il PLD ed Azione in regione.
sabato 14 febbraio 2026
COMUNICATO STAMPA - La nomina del Segretario Generale dell'Autorità Portuale di Trieste e Monfalcone: basta con la logica delle spartizioni! - 14 febbraio 2026
La vicenda della
nomina del Segretario Generale dell' Autorità di Sistema Portuale del Mare
Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone) è l'ennesima dimostrazione di come
la logica della spartizione partitica prevalga sulle esigenze reali del
territorio e dell'economia.
Mentre il porto
di Trieste — tra i primi porti europei, primo in Italia per tonnellaggio
complessivo e asset strategico per l'intero Nordest — attende una governance
completa e operativa, i partiti della coalizione di governo trasformano ogni
nomina in un terreno di scontro interno. La proposta di nominare un capitano di
fregata della Marina Militare ha scatenato l'opposizione di Lega e Forza
Italia, mentre Fratelli d'Italia si trincera nel silenzio. Il Comitato di
Gestione non è ancora insediato. Il risultato è, ancora una volta, lo stallo.
Non è la prima
volta. Per la nomina dello stesso Presidente dell'Autorità Portuale sono stati
necessari più di 500 giorni di trattative tra partiti, durante i quali lo scalo
è rimasto privo di una guida stabile. Ripetere oggi lo stesso copione per il
Segretario Generale sarebbe un danno inaccettabile per un sistema portuale che
opera in un contesto competitivo internazionale e che non può permettersi tempi
dettati da giochi di corrente.
La questione di
fondo è semplice e di principio. La legge 84/1994 prevede che il Segretario
Generale sia scelto tra esperti di comprovata qualificazione professionale e
con adeguata esperienza amministrativa o manageriale, preferibilmente maturata
nei settori portuale, logistico o dei trasporti.
Non si parla di
appartenenza politica, non si parla di equilibri tra partiti, non si parla di
compensazioni tra alleati di governo. Si parla di competenza specifica:
conoscenza delle dinamiche logistiche e commerciali di uno scalo
internazionale, capacità di gestire procedure complesse — dai dragaggi al cold
ironing, dalla retroportualità alle conferenze di servizi, giusto per citarne
alcuni —, visione strategica per il posizionamento competitivo del porto.
Noi di Azione,
Ora!, Partito Liberaldemocratico e Radicali Italiani sosteniamo che la Pubblica Amministrazione deve
selezionare e valutare sulla base del merito e delle competenze effettivamente
necessarie al ruolo. Per gli incarichi dirigenziali è indispensabile verificare
le capacità manageriali con criteri oggettivi e trasparenti. La scelta deve essere orientata dai
risultati — tempi, qualità, efficacia — e non alla fedeltà politica. La
responsabilità deve essere reale e verificabile, non diluita in una catena di
appartenenze partitiche.
Questo principio
vale a maggior ragione per un ruolo come quello di Segretario Generale di
un'Autorità Portuale, che è il vero snodo operativo della governance dello
scalo: coordina le attività, gestisce il personale, sovrintende alle procedure.
Affidare questa funzione sulla base di logiche di appartenenza politica anziché
di competenza significa compromettere la capacità del porto di rispondere alle
sfide economiche e infrastrutturali che ha davanti.
Chiediamo
pertanto che il Presidente Consalvo eserciti la propria prerogativa di nomina
con piena autonomia e responsabilità, selezionando la figura più qualificata
sulla base dei requisiti previsti dalla legge e delle effettive necessità
operative dello scalo. Il porto di Trieste non è un bottino da spartire: è il
motore economico di un territorio e un'infrastruttura di rilevanza nazionale.
Serve una
governance adeguata, non un altro compromesso tra partiti.
mercoledì 11 febbraio 2026
Approfondimento sul Referendum Giustizia: videochiamata con l'avv. Francesco Cirillo del Direttivo Nazionale di Ora! - 12 Febbraio 2026
Verranno illustrate in modo chiaro e obiettivo le modifiche proposte dalla riforma e nel successivo Q/A avrete la possibilità di porre liberamente domande e chiarire tutti i vostri dubbi.
La riunione è aperta a tutti gli iscritti!
Manifestazione: Ucraina scudo d'Europa i capoluoghi del Friuli-Venezia Giulia - Domenica 22 Febbraio 2026
A quattro anni dall'inizio dell'invasione non provocata dell'Ucraina da parte della Russia, Ora! FVG parteciperà alle manifestazioni indette nelle piazze dei quattro capoluoghi di provincia regionali.
Per la libertà!
venerdì 6 febbraio 2026
Conferenza stampa: nasce la piattaforma politica per un’alternativa pragmatica in Friuli-Venezia Giulia - 5 febbraio 2026
Nasce una nuova piattaforma politica in Friuli Venezia Giulia: Azione, Ora!, Partito Liberaldemocratico e Radicali insieme per un’alternativa pragmatica
Trieste, 6 febbraio 2025 – Si è tenuta ieri, presso la Libreria Minerva di Trieste, la presentazione ufficiale della nuova piattaforma politica regionale che riunisce Azione, Ora! e Partito Liberaldemocratico. Un appuntamento che ha visto, a sorpresa, anche l’adesione dei Radicali Italiani, rappresentati dal coordinatore regionale Nicholas Garufi, che ha annunciato la disponibilità del suo movimento a partecipare attivamente al progetto. “Siamo entrati in tre partiti pronti all’accordo e siamo usciti in quattro”, hanno commentato i promotori, sottolineando il valore aggiunto di questa nuova collaborazione.
L’iniziativa, lanciata dai coordinatori regionali Paolo Coppola (Azione), Fabrizio Biscotti (Ora!) e Alessandro Tronchin (Partito Liberaldemocratico), nasce dalla volontà di costruire un’area riformista e pragmatica, capace di dare rappresentanza a chi non si riconosce nel bipolarismo delle ideologie. In un contesto politico sempre più segnato da contrapposizioni sterili e slogan, la piattaforma si propone come luogo di confronto permanente, elaborazione politica comune e promozione di eventi e momenti di approfondimento sui temi centrali per la regione.Durante la conferenza stampa, i promotori hanno illustrato gli obiettivi e il metodo di lavoro dell’iniziativa, che punta a costruire percorsi condivisi in vista di candidature comuni nelle competizioni amministrative locali e regionali. Tra i temi prioritari: sviluppo economico, innovazione, infrastrutture, sanità territoriale, competitività, sicurezza, lavoro, transizione energetica e qualità dell’amministrazione pubblica.
La piattaforma si presenta come un progetto aperto, un punto di incontro e aggregazione per tutte le forze civiche e i cittadini che si riconoscono nei valori della libertà individuale, della responsabilità pubblica, del buon governo, della competenza e del radicamento territoriale. “Vogliamo superare la logica del voto contro qualcuno e costruire una proposta politica per qualcosa, fondata sulla cultura democratica e riformista”, hanno dichiarato i coordinatori.L’evento di ieri segna dunque l’avvio di un percorso che mira a offrire al Friuli Venezia Giulia un’alternativa seria, moderna e credibile, aperta a chiunque voglia contribuire a una nuova stagione politica all’insegna del pragmatismo e della responsabilità.
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| Messaggero Veneto e Il Piccolo |
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| Sul "Primorski dnevnik" (letteralmente Quotidiano del Litorale) giornale pubblicato a Trieste in lingua della minoranza slovena del Friuli-Venezia Giulia. |
Trieste Cafè: Azione, ORA! e Liberaldemocratici uniscono le forze, lanciata a Trieste una nuova area politica
martedì 3 febbraio 2026
FVG, Terra di Ricerca: Ora Serve Semplificare per Crescere
...in Friuli-Venezia Giulia la ricerca è eccellente, tra le migliori in Europa, ma troppo spesso non arriva al mercato. Il salto per crescere è colmare questo divario: semplificare un ecosistema frammentato e creare aree regolatorie semplificate dove imprese, startup e centri di ricerca possano testare, validare e scalare innovazione. La Regione non deve fare innovazione, deve creare le condizioni: servono più capitale privato e venture capital per competere davvero.
lunedì 2 febbraio 2026
Riunione Operativa Elezioni Cividale - 2 Febbraio 2026
Le elezioni amministrative a Cividale del Friuli si terranno a maggio. Il nostro gruppo provinciale s'è ritrovato nella città ducale per discutere di quali prosepttive si potrebbe avere scendendo in campo. Molte idee per migliorare la cittadina e tanta energia dei ragazzi di Cividale.
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