Non si puo' cambiare il paese senza il supporto della classe produttiva del Paese e non si puo' capire la classe produttiva senza toccare con mano, letteralmente, cosa fa ogni giorno per mandare avanti l'economia e le battaglie per vincere difficolta' burocratiche e mancanze delle infrastrutture. Per questo la Scuola Politica Regionale di Ora! si impegna a portare i suoi iscritti nelle aziende ed a incontrare gli imprenditori. Qui a Tolmezzo, in Carnia, tra i monti del Friuli per incontrare degli imprenditori che credono nello sviluppo economico e nella crescita basata su innovazione ed impegno. Un vero piacere per tutti noi incontrare Daniele e Matteo, titolari di Gustochef.
Diario di me medesimo, Fab(rizio) Biscotti, partito per questa avventura con lo zaino pieno di cose da fare per il Paese e gli scarponi modellati dopo 25 anni di Corporate America (in Gran Bretagna). Adesso parliamo di politica.
venerdì 31 ottobre 2025
mercoledì 29 ottobre 2025
Nasce il Tavolo Tematico Regionale di Ora! sul "Porto di Trieste" (e sui porti regionali)
Il Porto di Trieste è da sempre un pilastro strategico per il corridoio adriatico e per l’economia del Friuli-Venezia Giulia. Tuttavia, oggi si trova in una situazione di incertezza e rallentamento che rischia di compromettere il suo ruolo di motore di sviluppo non solo regionale, ma nazionale.
Una crisi gestionale che si protrae da troppo tempo
La questione della nomina del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale è ferma da mesi. Dopo la conclusione del mandato di D’Agostino e la nomina temporanea di Antonio Guerrieri come commissario straordinario, la situazione è precipitata: prima la revoca lampo dell’incarico di Segretario Generale a Torbianelli per giochi politici, poi il passo indietro dello stesso Guerrieri per questioni legali personali. Il risultato? Ancora una volta il porto resta senza una guida stabile, mentre sindacati e forze locali chiedono a gran voce al Governo di sbloccare l’impasse.
Le conseguenze sono serie e immediate
L’assenza di una leadership forte complica tutte le decisioni strategiche: dalle grandi opere alle gare complesse, dai rapporti con i mercati internazionali alla gestione dei fondi PNRR e Fondo complementare. Tutto rallenta, mentre il traffico merci nel primo semestre 2025 registra già una flessione, anche a causa della fine dell’alleanza tra i giganti MSC e Maersk, che ha portato a un calo dei container movimentati e a una pressione negativa sui ricavi delle imprese portuali.
Cantieri e investimenti a rischio
Molte delle opere fondamentali per il futuro del porto – dall’elettrificazione delle banchine all’ammodernamento del Molo VII, fino al progetto del nuovo Molo VIII – sono finanziate con risorse pubbliche e private, ma procedono a rilento tra iter autorizzativi complessi, rischi esecutivi e tempi di consegna incerti. Senza una governance forte e stabile, anche la realizzazione delle infrastrutture rischia di subire ulteriori ritardi, con ricadute pesanti su occupazione, competitività e sviluppo del territorio.
Serve una scelta, ora!
Il futuro del Porto di Trieste non può essere ostaggio di giochi politici e logiche di spartizione. La nostra regione e l’Italia intera non possono permettersi di perdere tempo prezioso. Chiediamo con forza che il Governo metta fine a questa attesa senza senso e proceda subito alla nomina di una figura competente e autorevole alla guida dell’Autorità portuale. Solo così sarà possibile affrontare le sfide del presente e cogliere le opportunità di crescita e innovazione che il porto può offrire.
ORA! FVG continuerà a vigilare e a chiedere trasparenza, responsabilità e visione per il futuro del nostro porto e del nostro territorio.
ORA! FVG - Mercato dei Taxi in Italia: la riforma impossibile e la proposta per cambiare di Ora!
Ieri sera, Udine ha ospitato un evento di grande interesse per il futuro della mobilità urbana. Edoardo Fabbro, giovane drinner udinese e neolaureato, ha presentato i risultati della sua tesi di laurea, illustrando la situazione attuale dei taxi e del ride-hailing in Italia e proponendo una radicale riforma del settore.
Il quadro attuale
Il mercato italiano dei taxi è regolato dalla Legge 21/1992, che impone un numero chiuso di licenze, tariffe fisse stabilite dai comuni e una suddivisione delle competenze tra Stato, Regioni e Comuni. Questo sistema ha portato a una disponibilità di taxi inferiore rispetto alle principali città europee (Roma conta 27,4 taxi ogni 10.000 abitanti, contro i 106 di Londra), lunghe attese per i cittadini e poca flessibilità per gli operatori. Anche il ride-hailing (NCC e Uber) è fortemente limitato da obblighi territoriali e restrizioni alle piattaforme digitali.
Il regime fiscale italiano presenta ulteriori criticità: il trasporto urbano è esente da IVA, non è obbligatoria l’emissione dello scontrino fiscale e i guadagni vengono autodichiarati. Nonostante l’obbligo di accettare pagamenti elettronici dal 2014, circa il 18% dei tassisti rifiuta ancora le carte di credito.
Le proposte di riforma
Fabbro ha illustrato una serie di proposte concrete per modernizzare il settore:
- Eliminazione del numero chiuso di licenze per taxi e NCC.
- Esame di stato quadrimestrale per la licenza, valida su tutto il territorio nazionale.
- Canone annuale di 1.000 euro per la concessione della licenza.
- Estensione della validità delle licenze attuali a livello nazionale.
- Obbligo di tassametro collegato in tempo reale al registratore fiscale.
- Imposizione IVA al 10% su tutte le corse e obbligo di emissione dello scontrino fiscale.
- Liberalizzazione del ride-hailing, con licenze aperte, tariffe libere e registrazione digitale delle corse.
I benefici attesi
Secondo Fabbro, una maggiore disponibilità di taxi e NCC renderebbe il servizio più efficiente e accessibile, riducendo i costi per i cittadini. La liberalizzazione del ride-hailing favorirebbe la concorrenza e l’innovazione, mentre la digitalizzazione dei pagamenti e delle corse aumenterebbe la trasparenza fiscale e la sicurezza.
Le criticità da affrontare
Non mancano i possibili ostacoli: la perdita di valore delle licenze acquistate, il rischio di concorrenza eccessiva con abbassamento dei redditi, l’aumento della congestione urbana e le difficoltà di controllo. Tuttavia, Fabbro sottolinea come la riforma potrebbe consentire ai tassisti di operare senza vincoli territoriali, ottimizzando il servizio e migliorando la redditività.
Impatto economico
La riforma avrebbe effetti significativi sulle entrate pubbliche: con il raddoppio delle licenze, il canone annuale passerebbe da 22 a 44 milioni di euro, mentre l’IVA sulle corse potrebbe generare oltre 200 milioni di euro annui. Un settore più moderno e competitivo porterebbe vantaggi sia ai cittadini che allo Stato.
Conclusioni
L’intervento di Edoardo Fabbro ha acceso il dibattito sulla necessità di una riforma radicale della regolamentazione dei taxi e del ride-hailing in Italia. Un sistema più flessibile, digitale e concorrenziale, ispirato ai modelli di Regno Unito, Francia e Spagna, potrebbe finalmente rispondere alle esigenze di mobilità urbana del nostro paese.
lunedì 27 ottobre 2025
Ora! FVG supporta "Stand up for Nuclear" anche a Udine e Gorizia - 24/25 Ottobre 2025
Oggi sia a Udine che a Gorizia i drinners del FVG han dato il loro sostegno all'iniziativa Stand up for Nuclear nelle piazze di queste due città della regione. La battaglia per reintrodurre l'energia nucleare in Italia ci vede coinvolti come partito perchè crediamo che il futuro delle prossime generazioni non possa dipendere da fonti di energia fossili che inquinano e che rendono l'Italia vulnerabile da un punto di vista dell'approvigionamento di queste fonti. Le nuove generazioni lo capiscono ed ai banchetti la loro voce s'è sentita forte e chiara: SI al nucleare in Italia!
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| Gorizia |
sabato 25 ottobre 2025
Al Convegno IndustriaEuropa di Confindustria Alto Adriatico a Trieste - 24 ottobre 2025
Due nostri drinners han voluto essere presenti al grande convegno IndustriaEuropa di Confindustria Alto Adriatico a Trieste. Un convegno molto informativo e che ha coinvolto la borghesia produttiva della regione con un forte sguardo al commercio estero e all'internazionalizzazione della produzione e della forza lavoro.
mercoledì 22 ottobre 2025
In Italia c'é bisogno di insegnare l'educazione finanziaria nelle scuole!
My name is Bond, James Bond... 😜
Ciao ragazzi,
tutti sanno chi è Bond, James Bond, che ovviamente non sono io. Ma chi sa
davvero cosa sia un “bond”? In italiano, un bond è un’obbligazione, ma mi pare
che in Italia, quando si parla di obbligazioni, azioni o titoli del Tesoro, la
stragrande maggioranza delle persone si trovi spaesata.
A che età,
davvero, iniziamo a capire come si costruisce un portafoglio di risparmi con un
livello adeguato di rischio per le nostre esigenze? E quando ci viene spiegato
quel piccolo miracolo della natura che è l’interesse composto?
La finanza sembra
un mondo lontano, pieno di termini tecnici, ma in realtà riguarda la vita di
tutti noi, ogni giorno.
OK, esiste la
finanza per addetti ai lavori, ed è un mondo molto complesso che si divincola
tra un’infinità di dettagli tecnici come le Bande di Bollinger, la struttura
dei derivati (come i CDS, credit default swap, i futures, le opzioni) e le
modalità di rimborso dei prestiti (ad esempio amortizing, attualizzazione e ABS…
asset-backed securities), e via dicendo.
Ma senza entrare
nei dettagli che in fondo interessano solo gli esperti della City, ci sono
alcune conoscenze di base che tutti dovrebbero acquisire per evitare di
ritrovarsi adulti disorientati di fronte a scelte fondamentali per le proprie
finanze personali, e quindi per la propria pace mentale e il proprio benessere.
Saper distinguere
tra risparmio e investimento, capire i rischi e le opportunità di strumenti
come ETF, fondi comuni bilanciati, obbligazioni, azioni, dividendi, cedole;
sapere come funziona un fondo pensione o un mutuo a tasso fisso o variabile,
che cosa sia la surroga e via dicendo: sono competenze che dovrebbero essere
insegnate fin da giovani, perché queste sì, interessano praticamente tutti e
lungo tutto il cammino di vita.
Oggi,
l’educazione finanziaria viene ancora trasmessa quasi esclusivamente dalle
famiglie, che spesso si limitano ai soliti consigli stantii: “compra BTP o
Buoni Postali”. Il risultato? Siamo uno dei paesi sviluppati con il più alto
tasso di analfabetismo finanziario. Secondo la Banca d’Italia, un terzo dei
giovani in Italia non sa cosa sia l’inflazione o il tasso di interesse.
La scuola
dovrebbe colmare questo vuoto. Il nostro sistema scolastico, continuando a
ignorare l’educazione finanziaria, condanna gli studenti all’ignoranza e rende
più difficile la loro indipendenza economica. Una svolta è necessaria: non
possiamo lasciare le nuove generazioni senza gli strumenti per capire il mondo
in cui vivono.
L’educazione
finanziaria deve essere insegnata a tutti, senza dover per forza andare a
imparare nella City di Londra. Magari ci lavoriamo su!
sabato 18 ottobre 2025
Evento: Riunione Operativa ad Azzano Decimo (PN): il Nuovo Ospedale di Pordenone - 17 Ottobre 2025
Nel maggio scorso, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva duramente criticato il direttore generale dell’Asfo, Giuseppe Tonutti, per i ritardi nel trasloco e nell’attivazione del nuovo ospedale. L’attacco di Ciriani, però, appariva come una frecciata anche al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e all’assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi, dato che Tonutti è una loro nomina.
All'epoca le opposizioni nel governo della citta', tra cui il PD e La Civica, sottolinearono come il centrodestra non potesse accusare se stesso dopo anni di governo della citta' e della Regione. In molti lessero le dichiarazioni del ministro come una manovra politica in vista di prossimi appuntamenti elettorali e possibili cambiamenti negli equilibri interni alla maggioranza di Cdx.
Di questi temi si è discusso anche a Azzano Decimo, durante l’incontro interno di Ora! Pordenone organizzato dal referente provinciale Diego Turchetto.
I partecipanti hanno approfondito la situazione del nuovo ospedale di Pordenone, confrontandosi sui ritardi e sulle responsabilità politiche e gestionali. L’incontro è stato l’occasione per riflettere sulla necessità di una sanità regionale più efficiente, trasparente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, senza scaricabarile e senza strumentalizzazioni politiche. Da parte dei membri di Ora! è emersa la volontà di monitorare con attenzione l’evolversi della situazione, per garantire che la salute pubblica torni davvero al centro dell’agenda politica regionale.
lunedì 13 ottobre 2025
ORA! Un partito di proposta: il Friuli Venezia Giulia protagonista al congresso fondativo di Abano Terme -- 11/12 Ottobre 2025
Il congresso non è stato solo un momento di decisioni, ma anche di confronto e dibattito, con interventi di ospiti e delegati che hanno contribuito a costruire un primo pacchetto di posizioni politiche, destinate a essere ulteriormente sviluppate nei prossimi mesi. L’obiettivo di ORA! è chiaro: essere un “partito di proposta”, come ha sottolineato Alberto Forchielli, e puntare a un risultato di doppia cifra alle elezioni parlamentari del 2027. Pragmatismo e analisi scientifica dei problemi saranno la base di ogni nostra proposta.
Come coordinatore regionale del Friuli Venezia Giulia, sono profondamente onorato di aver guidato la delegazione regionale durante i lavori congressuali, che ha portato con entusiasmo e competenza la voce della nostra regione:
- Alessandro Vittoria
- Diego Turchetto
- Gianluigi Calisesi
- Domitilla Paola Savino
- Lorenzo Giollo
- Pietro Zozzoli
- Denis Pagotto Vit
- Davide Licitra
- Ermanno Rucli
- Ingrid Prestopino
Servire il proprio Paese, insieme a una squadra di persone competenti e appassionate, è la più grande avventura che si possa vivere. Avanti ORA!
| I volontari del Veneto che ha organizzato l'evento |
| Eugenio Mamprin on stage |
| I coordinatori regionali con Boldrin dopocena |
| Il delegato regionale Lorenzo Giollo |
venerdì 10 ottobre 2025
Evento: Riunione Operativa a Cividale del Friuli: il Futuro dell'Agricoltura - 9 Ottobre 2025
Durante la serata sono stati affrontati argomenti di grande attualità e rilevanza per il futuro delle nostre campagne e dei nostri boschi:
Tecnologie di monitoraggio:
Rucli ha sottolineato come l’uso di intelligenza artificiale, machine learning e dati satellitari stia rivoluzionando il monitoraggio della salute delle foreste. Queste tecnologie permettono di mappare le specie, individuare cambiamenti nella copertura forestale e intervenire tempestivamente in caso di criticità, offrendo strumenti avanzati per la tutela degli ecosistemi.
Gestione forestale adattiva:
Il position paper evidenzia la crescente frequenza di siccità, stress da calore e alluvioni, fenomeni che impongono nuove strategie di gestione. È fondamentale adottare misure che tengano conto dei rischi crescenti e puntino all’adattamento ai cambiamenti climatici, per garantire la sostenibilità e la resilienza delle foreste.
Agroforestazione:
Un altro tema centrale è l’integrazione degli alberi negli ecosistemi agricoli. L’agroforestazione consente di unire i benefici delle foreste e dell’agricoltura, aumentando la produttività e la resilienza dei paesaggi rurali. Si tratta di un approccio innovativo che può contribuire sia alla tutela ambientale che allo sviluppo economico delle comunità locali.
L’incontro di Cividale ha dimostrato quanto sia vivo il dibattito su questi temi all’interno del Drin Drin e quanto sia importante continuare a investire in ricerca, innovazione e buone pratiche. Il position paper presentato da Ermanno Rucli sarà uno dei contributi fondamentali al congresso di Abano Terme, dove si discuteranno le politiche future per un’agricoltura e una gestione forestale davvero sostenibili.
sabato 4 ottobre 2025
Stand up for Nuclear a Trieste - 4 Ottobre 2025
| Alcuni dei drinners presenti all'evento di Trieste con parte dello staff "Nucleare e Ragione" |
Il Drin Drin di Trieste partecipa allo Stand Up for Nuclear: un passo avanti per la reintroduzione dell’energia nucleare in Italia
Oggi a Trieste si è svolto uno degli appuntamenti italiani dello Stand Up for Nuclear, la manifestazione internazionale che ogni anno porta in piazza cittadini, esperti e attivisti per promuovere una discussione informata sui benefici dell’energia nucleare. Anche il DrinDrin, sezione di Trieste, ha voluto essere presente a dare il nostro supporto all’iniziativa “Stand Up for Nuclear!”. Siamo consapevoli dell’importanza del nucleare come fonte energetica sicura, affidabile e pulita e sosteniamo con entusiasmo la call to action dell’associazione Nucleare e Ragione guidata dal Prof. Pierluigi Totaro.
A rappresentare il Drin Drin di Trieste all’evento è stata la nostra referente provinciale, Domitilla Savino, assieme a diversi altri Drinners, che hanno portato la voce del movimento e il nostro sostegno concreto alla causa della reintroduzione dell’energia nucleare in Italia.
Cos’è lo Stand Up for Nuclear?
Tra settembre e ottobre 2025, in ben 39 città italiane, si svolge la settima edizione di questa manifestazione globale, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sui vantaggi delle tecnologie nucleari non solo in campo energetico, ma anche medico-diagnostico, alimentare, industriale e nella ricerca scientifica. L’iniziativa è promossa a livello mondiale da una rete di associazioni e organizzazioni no-profit indipendenti, che negli anni ha coinvolto cittadini di oltre 30 nazioni.
In Italia, Stand Up for Nuclear è promosso dal Comitato Nucleare e Ragione, in collaborazione con Amici della Terra, Giovani Blu, Liberi Oltre le Illusioni, Riforma e Progresso e Women in Nuclear Italy. L’obiettivo è offrire informazioni equilibrate e oggettive, affinché ogni cittadino possa farsi un’opinione consapevole su un tema spesso oggetto di dibattito polarizzato.
Perché il nucleare torna al centro del dibattito
La crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e la necessità sempre più urgente di decarbonizzare i consumi per contrastare la crisi climatica hanno riportato l’attenzione sull’energia nucleare. Anche la Banca Mondiale ha recentemente deciso di tornare a finanziare progetti di nucleare civile nei Paesi in via di sviluppo, mentre la Commissione Europea stima che saranno necessari fino a 241 miliardi di euro di investimenti nel settore per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2050.
L’Italia stessa sta riconsiderando il nucleare attraverso iniziative istituzionali, come il disegno di legge delega per un nuovo quadro normativo, che ha già ricevuto un primo parere positivo dalla Conferenza Unificata lo scorso luglio.
L’impegno del Drin Drin di Trieste
La partecipazione del Drin Drin di Trieste allo Stand Up for Nuclear vuole essere un segnale chiaro: crediamo nella necessità di superare i pregiudizi e di affrontare il tema dell’energia nucleare con pragmatismo, trasparenza e spirito scientifico. Solo così potremo garantire all’Italia sicurezza energetica, competitività industriale, tutela dell’ambiente e benessere per le future generazioni.
Per maggiori informazioni:
venerdì 3 ottobre 2025
Perché l’Italia ha bisogno di veri campus universitari: il Drin Drin lancia la sfida per l’innovazione nell’istruzione
Costruire campus universitari è fondamentale per rilanciare il sistema universitario italiano e garantire a tutti i giovani un’educazione di qualità. Oggi, purtroppo, le nostre università non sono pensate per servire davvero gli studenti: il sistema non mette gli atenei in competizione tra loro e ciascuna università risponde solo a se stessa. Il risultato? Servizi mediocri e una didattica che spesso lascia molto a desiderare.
L’università di massa, quella che dovrebbe accogliere la maggior parte degli studenti italiani, non può essere organizzata nei centri storici medievali. Se continuiamo su questa strada, ci ritroviamo con i soliti problemi che tutti gli studenti conoscono bene:
- Aule vecchie che cadono a pezzi;
- Affitti alle stelle per vivere in città;
- Ore di viaggio per raggiungere le lezioni.
La soluzione? Grandi campus universitari e residenze vicine ai poli didattici, per garantire a tutti la possibilità di studiare senza ostacoli e ricevere un’educazione terziaria all’altezza delle sfide di oggi.
🔔 Nel Drin Drin crediamo che l’università sia un punto essenziale per riportare l’Italia a crescere, creando un ambiente favorevole all’innovazione e al recupero tecnologico. Se anche tu pensi che l’Italia debba investire nell’istruzione e nell’innovazione, seguici e partecipa al dibattito: insieme possiamo costruire il futuro che vogliamo!
Vuoi aggiungere dati, testimonianze o una call to action specifica? Fammi sapere!
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