Saluti e introduzione del coordinatore regionale DrinDrin
FVG Fabrizio Biscotti
Buonasera a tutti e benvenuti alla conferenza “Province,
enti inutili?”
Prima di entrare nel vivo del dibattito, vorrei
presentare l’Associazione Drin Drin, che richiama volutamente il suono di una
sveglia. Sveglia che vuole dare una smossa al torpore in cui sotto molti
aspetti, sembra essere scivolata l’Italia negli ultimi decenni. Si tratta di
una realtà civica fondata dall’economista Michele Boldrin e dall’imprenditore
Alberto Forchielli.
Nata da una scommessa lanciata online, l’associazione
aveva come scopo iniziale il raccogliere almeno 10mila adesioni e coinvolgere
gli aderenti nell’elaborazione di una serie di posizioni
politico-programmatiche sui temi che più stanno a cuore, a chi vede la crescita
economica e sociale dell’Italia come suo obiettivo.
Ebbene, in pochi mesi sono arrivate 15.000 adesioni e
sono state sviluppate dozzine di tesi programmatiche per migliaia di pagine,
c’è stata una scuola di formazione civica ad Urbino, e i tesserati hanno spinto
fortemente per convogliare questa energia in un nuovo soggetto politico che
vedrà la sua nascita formale a ottobre e piccolo spoiler, cambierà anche
nome.
L’dea provocatoria del Drin Drin è quella di applicare le
soluzioni “ovvie” ai problemi del Paese, per lo più già alla portata di mano
con un po’ di buona volontà e coraggio, puntando su una classe dirigente
pragmatica, competente e concreta, lontana dalle ideologie e dai populismi. In
questo senso, il percorso del Drin Drin si inserisce perfettamente nel tema di
questo incontro: come riorganizzare le autonomie locali e quali strumenti
servono davvero per far crescere il territorio.
Il Friuli-Venezia Giulia, Regione a Statuto Speciale, ha
scelto di abolire le Province, raggiungendo questo obiettivo con una modifica
dello Statuto regionale nel luglio 2016 (sotto la giunta Serracchiani). Questa
decisione non è stata improvvisa: già dal 2006 (sotto la giunta Illy) la
Regione aveva avviato un percorso di riforma incentivando i Comuni a
collaborare attraverso associazioni intercomunali per gestire meglio i servizi,
soprattutto nei piccoli centri e nelle zone montane.
Nel 2014, con la legge regionale 26, sono nate le Unioni Territoriali
Intercomunali (UTI), organismi pensati per coordinare in modo più efficiente la
gestione dei servizi tra Comuni.
Così, il Friuli Venezia Giulia è diventato il primo laboratorio nazionale di
riordino territoriale, puntando su un sistema basato su Regione, Comuni e forme
obbligatorie di gestione associata, senza Province.
Questa scelta, rivoluzionaria per l’epoca, ha aperto il dibattito sulle vere
esigenze dei territori e sulla sostenibilità dei servizi pubblici, soprattutto
in una regione con ben 215 comuni, molti dei quali di piccole dimensioni.
Il percorso di riforma non si è fermato qui. Dopo
l’abolizione delle Province e l’istituzione delle UTI, il Friuli-Venezia Giulia
ha continuato a riorganizzare il proprio sistema di autonomie locali.
Nel corso della riforma degli enti locali, le UTI sono state ufficialmente
sciolte il 1° ottobre 2020 (sotto la giunta Fedriga). Al loro posto sono stati
istituiti gli Enti di Decentramento Regionale (EDR), con l’obiettivo di
garantire la continuità delle funzioni e rendere il sistema amministrativo più
efficiente e vicino ai territori.
Gli EDR sono enti funzionali della Regione, dotati di autonomia gestionale,
patrimoniale, organizzativa e contabile. Ogni EDR copre un determinato
territorio ed esercita le funzioni che prima erano di fatto attribuite alle
Province, contribuendo così al decentramento delle attività e dei servizi della
Regione.
Oggi, però, il dibattito sulle Province è tornato di
grande attualità. Recentemente il Senato ha approvato in prima lettura il
disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale del Fvg,
prevedendo la reintroduzione delle province elettive, una scelta che ha acceso
il confronto tra chi vede nelle Province uno strumento utile per risolvere
problemi concreti dei territori e chi, invece, considera questo ritorno un
passo indietro.
Da una parte, secondo alcuni il ritorno delle
Province sarebbe una risposta ai bisogni dei cittadini e dei sindaci,
soprattutto in materia di viabilità, edilizia scolastica e coordinamento dei
servizi. L’ente intermedio potrebbe rappresentare una “cabina di regia” capace
di liberare risorse e tempo per i Comuni più piccoli, assicurando una scala
adeguata e una rappresentanza diretta.
Dall’altra parte, non mancano
posizioni fortemente critiche di chi sostiene che il ripristino delle Province
sarebbe un passo indietro, utile solo alla propaganda politica e non ai reali
bisogni dei Comuni. Va ricordato che dieci anni fa fu proprio il Consiglio
regionale, con il consenso di tutte le forze politiche, a superare le Province,
ritenendo più efficiente un sistema snello basato su due soli livelli, Regione
e Comuni. Secondo questa visione, i cittadini non hanno sentito la mancanza
delle Province e sarebbe meglio rafforzare il sostegno diretto ai Comuni,
soprattutto quelli più piccoli, invece di introdurre nuovi livelli di governo
che rischiano di complicare ulteriormente il sistema.
Per approfondire queste tematiche e ascoltare opinioni
diverse, abbiamo l’onore di ospitare due protagonisti di rilievo della vita
amministrativa e politica del Friuli-Venezia Giulia:
Markus Maurmair, consigliere regionale di Fratelli
d’Italia, Presidente della prima commissione consiliare permanente del
Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (che si occupa di bilancio e
affari generali), ex Sindaco di Valvasone-Arzene, che ha maturato una lunga
esperienza amministrativa confrontandosi ogni giorno con i bisogni reali dei
territori e le difficoltà di gestione dei servizi.
Vittorino Boem, già consigliere regionale del PD ed
ex sindaco di Codroipo, che ha vissuto in prima persona la trasformazione delle
autonomie locali e il dibattito sulla riorganizzazione istituzionale,
interrogandosi sulle soluzioni migliori per garantire servizi efficienti e una
governance equilibrata.
Questa sera, grazie ai nostri relatori d’eccezione,
avremo la possibilità di confrontarci su una domanda fondamentale: le Province
sono davvero enti inutili, oppure possono essere una risorsa preziosa per il
Friuli-Venezia Giulia e per i cittadini?
Passo la parola al nostro Marco Donato cui va il
ringraziamento per aver gestito l’organizzazione di questo incontro e vi invito
a seguire con attenzione gli interventi e a partecipare al dibattito, perché
solo attraverso il confronto e l’ascolto possiamo costruire un futuro
istituzionale più vicino alle esigenze delle nostre comunità. Grazie!