sabato 14 febbraio 2026

COMUNICATO STAMPA - La nomina del Segretario Generale dell'Autorità Portuale di Trieste e Monfalcone: basta con la logica delle spartizioni! - 14 febbraio 2026


La vicenda della nomina del Segretario Generale dell' Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Trieste e Monfalcone) è l'ennesima dimostrazione di come la logica della spartizione partitica prevalga sulle esigenze reali del territorio e dell'economia.

Mentre il porto di Trieste — tra i primi porti europei, primo in Italia per tonnellaggio complessivo e asset strategico per l'intero Nordest — attende una governance completa e operativa, i partiti della coalizione di governo trasformano ogni nomina in un terreno di scontro interno. La proposta di nominare un capitano di fregata della Marina Militare ha scatenato l'opposizione di Lega e Forza Italia, mentre Fratelli d'Italia si trincera nel silenzio. Il Comitato di Gestione non è ancora insediato. Il risultato è, ancora una volta, lo stallo.

Non è la prima volta. Per la nomina dello stesso Presidente dell'Autorità Portuale sono stati necessari più di 500 giorni di trattative tra partiti, durante i quali lo scalo è rimasto privo di una guida stabile. Ripetere oggi lo stesso copione per il Segretario Generale sarebbe un danno inaccettabile per un sistema portuale che opera in un contesto competitivo internazionale e che non può permettersi tempi dettati da giochi di corrente.

La questione di fondo è semplice e di principio. La legge 84/1994 prevede che il Segretario Generale sia scelto tra esperti di comprovata qualificazione professionale e con adeguata esperienza amministrativa o manageriale, preferibilmente maturata nei settori portuale, logistico o dei trasporti.

Non si parla di appartenenza politica, non si parla di equilibri tra partiti, non si parla di compensazioni tra alleati di governo. Si parla di competenza specifica: conoscenza delle dinamiche logistiche e commerciali di uno scalo internazionale, capacità di gestire procedure complesse — dai dragaggi al cold ironing, dalla retroportualità alle conferenze di servizi, giusto per citarne alcuni —, visione strategica per il posizionamento competitivo del porto.

Noi di Azione, Ora!, Partito Liberaldemocratico e Radicali Italiani sosteniamo che la Pubblica Amministrazione deve selezionare e valutare sulla base del merito e delle competenze effettivamente necessarie al ruolo. Per gli incarichi dirigenziali è indispensabile verificare le capacità manageriali con criteri oggettivi e trasparenti. La scelta deve essere orientata dai risultati — tempi, qualità, efficacia — e non alla fedeltà politica. La responsabilità deve essere reale e verificabile, non diluita in una catena di appartenenze partitiche.

Questo principio vale a maggior ragione per un ruolo come quello di Segretario Generale di un'Autorità Portuale, che è il vero snodo operativo della governance dello scalo: coordina le attività, gestisce il personale, sovrintende alle procedure. Affidare questa funzione sulla base di logiche di appartenenza politica anziché di competenza significa compromettere la capacità del porto di rispondere alle sfide economiche e infrastrutturali che ha davanti.

Chiediamo pertanto che il Presidente Consalvo eserciti la propria prerogativa di nomina con piena autonomia e responsabilità, selezionando la figura più qualificata sulla base dei requisiti previsti dalla legge e delle effettive necessità operative dello scalo. Il porto di Trieste non è un bottino da spartire: è il motore economico di un territorio e un'infrastruttura di rilevanza nazionale.

Serve una governance adeguata, non un altro compromesso tra partiti.

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