martedì 3 marzo 2026

COMUNICATO STAMPA - Arriva Udine in audizione: promesse, pochi fatti. E i friulani restano a piedi. 3 marzo 2026

COMUNICATO STAMPA – ORA FVG

Udine, 3 marzo 2026

Arriva Udine in audizione: promesse, pochi fatti. E i friulani restano a piedi.

Il 4,12% delle corse urbane non effettuate. Fino al 50% delle corse soppresse nelle valli montane. Autisti scesi da 1.418 a 1.336 in sei anni. E la "Driver Academy" lanciata a emergenza già esplosa.

Il 18 febbraio 2026, in Commissione Bilancio e Programmazione del Comune di Udine, i vertici di Arriva Udine — il Presidente Angelo Costa, la Vicepresidente Daniela Perissutti e l'AD Diego Regazzo — sono stati chiamati a rispondere dei disservizi che da mesi paralizzano il trasporto pubblico locale. Quello che ne è emerso è un quadro allarmante: dati aggiornati sulla carenza cronica di personale, l'ammissione di difficoltà strutturali nel coprire le tratte urbane ed extraurbane, e la promessa di "misure" che suonano come cerotti su una ferita aperta.

Il sindaco De Toni ha chiesto "massima rapidità" nell'attuare gli interventi. L'assessore Marchiol ha preteso "l'adempimento degli obblighi contrattuali". Il consigliere Di Lenardo ha parlato apertamente di "poco rispetto per il Comune". Eppure nessuno ha messo in discussione il modello. Nessuno ha chiesto: perché siamo arrivati a questo punto?


I numeri che la politica non vuole leggere

Mentre nelle sedi istituzionali ci si scambia richiami e rassicurazioni, la realtà racconta un'altra storia.

·         Studenti lasciati al freddo: nelle valli della Carnia, del Canal del Ferro e delle Valli del Natisone, fino al 50% delle corse è stato soppresso senza preavviso. Ragazzi rimasti alla pensilina, nel gelo, in attesa di un bus mai arrivato.

·         Un servizio pubblico che serve 500.000 abitanti — tra Udine e provincia — ma che perde pezzi ogni giorno: il 4,12% di corse urbane non effettuate è un dato che il Consiglio regionale stesso ha definito "inaccettabile".

·         Autisti in fuga: il personale di TPL FVG è calato da 1.418 unità nel 2019 a 1.336 nel 2025. Un mestiere sempre meno attrattivo, con stipendi inadeguati e turni insostenibili.

·         La Regione richiama, ma non riforma: l'assessora Amirante ha convocato d'urgenza i gestori a Tolmezzo e ha minacciato penali contrattuali, ma il sistema di governance resta identico a prima.

·         Arriva lancia la "Driver Academy" a emergenza scoppiata: formazione gratuita per nuovi autisti in Carnia, con candidature aperte fino al 28 febbraio. Lodevole, ma tardivo — e insufficiente senza un piano strutturale.

A pagare sono sempre gli stessi: lo studente che non arriva a scuola, il lavoratore che deve comprare una seconda auto, l'anziano che rinuncia alla visita medica, l'impresa che perde attrattività in un territorio sempre più disconnesso.


Il circolo vizioso che nessuno interrompe

Ogni corsa soppressa non è solo un disagio. È un pezzo di fiducia che crolla.

Quando il bus non passa, il cittadino prende l'auto. Quando tutti prendono l'auto, il TPL perde utenti. Quando perde utenti, perde finanziamenti. Quando perde finanziamenti, sopprime altre corse. È la spirale che sta uccidendo la mobilità pubblica in Friuli.

Intanto, la politica si limita a gestire l'emergenza anziché prevenirla. Il Comune chiede ad Arriva di "rispettare gli impegni". La Regione convoca riunioni urgenti. Arriva promette assunzioni. Ma il sistema che ha prodotto questa crisi resta intatto. Nessun monitoraggio pubblico. Nessuna penale automatica realmente applicata. Nessuna integrazione vera tra servizio urbano, extraurbano e aree montane.

Come ha sintetizzato il capogruppo FdI Vidoni, chiedendo l'audizione: "Il trasporto pubblico locale di Udine non può continuare a procedere tra disservizi, corse saltate e un clima di crescente esasperazione che ricade ogni giorno sui cittadini". Parole che sottoscriviamo. Ma non bastano.


La proposta di ORA: non bastano i richiami. Serve cambiare il sistema.

ORA — il partito pragmatico fondato da Michele Boldrin e Alberto Forchielli, con oltre 14.500 iscritti in tutta Italia — non si limita a denunciare. Propone un piano concreto per il trasporto pubblico di Udine e del Friuli Venezia Giulia, articolato in cinque azioni misurabili:

1.    Piano pluriennale di assunzioni e formazione autisti — La Driver Academy è un primo passo, ma non basta un corso in Carnia. Servono percorsi formativi strutturati in tutta la provincia, condizioni contrattuali competitive e una programmazione delle risorse umane su 3-5 anni. Senza autisti, non esiste mobilità.

2.    Cruscotto di dati accessibile a tutti online (dashboard) delle performance del TPL — Il dato del 4,12% di corse non effettuate è emerso solo dopo pressioni politiche. I cittadini hanno diritto di sapere in tempo reale quante corse saltano, su quali linee e perché — come ha chiesto anche l'assessore Marchiol ad Arriva.

3.    Integrazione reale tra trasporto urbano, extraurbano e servizi a chiamata — La montagna friulana non può essere trattata come un'appendice. L'incontro di Tolmezzo ha confermato che serve un modello che colleghi Carnia, Val Canale, Canal del Ferro e Valli del Natisone con soluzioni flessibili e a chiamata.

4.    Riforma della governance del TPL regionale — La Regione minaccia penali ma non le applica. Servono penali automatiche per i gestori inadempienti, obiettivi misurabili e una rendicontazione trasparente vincolata al contratto di servizio.

5.    Competitività del servizio non di linea — NCC e taxi devono poter supportare il sistema pubblico in modo complementare, soprattutto nelle aree dove il bus a orario fisso ha dimostrato di non reggere.


Perché questa storia riguarda tutti i friulani

Il trasporto pubblico non è una questione da addetti ai lavori. È il termometro della qualità della vita di un territorio. Il sindaco De Toni lo ha detto chiaramente: il TPL di Udine serve non solo i 100.000 abitanti della città, ma un bacino di quasi 500.000 persone nell'intera provincia.[10]

Quando il TPL funziona, le persone scelgono di non prendere l'auto, le emissioni calano, i centri storici respirano e le periferie restano connesse. Quando non funziona — come oggi — si innesca il circolo vizioso che sta isolando la montagna e congestionando la città.

ORA! crede in una mobilità accessibile, competitiva e sostenibile. Non per ideologia, ma perché è la base concreta della qualità della vita e dello sviluppo economico del Friuli Venezia Giulia.

Udine e il Friuli possono diventare un modello di mobilità moderna. Ma solo se si smette di inseguire le emergenze e si inizia, finalmente, a cambiare il sistema che le produce.


Contatti per la stampa: Davide Licitra 

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