Cividale del Friuli, 20 marzo 2026
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| L'evento dal quale e' maturata la presa di posizione di Ora! Cividale |
Il via libera al progetto del “Sentiero del pellegrino” tra Cividale e Castelmonte, per un valore di circa 3,3 milioni di euro, riporta al centro un tema fondamentale: come utilizzare al meglio le risorse pubbliche in territori che già dispongono di infrastrutture funzionali.
L’intervento, che
prevede la realizzazione di un tracciato di sette chilometri, nasce con
obiettivi condivisibili – migliorare la sicurezza dei pedoni, valorizzare un
itinerario storico e rafforzare l’offerta turistico-culturale della zona – ma
proprio alla luce di questi obiettivi è lecito chiedersi se la soluzione
proposta sia la più efficiente.
«A Cividale
esiste già un sistema di percorsi che consente di raggiungere Castelmonte
evitando il traffico veicolare – dichiara Tommaso Bozzi, referente di
Ora! Cividale –. Oltre alla carrabile militare, è possibile muoversi tra
Carraria e Purgessimo lungo un’altra carrareccia ben mantenuta che costeggia il
Natisone. Tratti di questi itinerari coincidono già con percorsi strutturati e
segnalati, come il Cammino Celeste e altri tracciati escursionistici esistenti.
Il collegamento pedonale Cividale–Castelmonte, in condizioni di sicurezza e
senza necessità di condividere la strada con le auto, è di fatto già oggi
percorribile.»
«Questa realtà
pone una questione di fondo: ha senso investire risorse significative per
creare una nuova infrastruttura quando una rete esistente potrebbe essere
ulteriormente migliorata con interventi più mirati e meno onerosi? – prosegue Bozzi
–. Una visione liberale e orientata all’efficienza suggerirebbe un approccio
diverso: prima di costruire ex novo, occorre valorizzare e ottimizzare ciò che
già esiste. Interventi di manutenzione, messa in sicurezza, segnaletica e
promozione dei percorsi attuali avrebbero probabilmente richiesto risorse
inferiori, garantendo comunque benefici concreti e immediati.»
«Inoltre, ogni
investimento pubblico dovrebbe essere valutato anche in termini di priorità. In
un contesto in cui le risorse sono limitate, destinare oltre tre milioni di
euro a un’opera che rischia di duplicare funzionalità già presenti solleva
interrogativi legittimi sull’allocazione complessiva dei fondi.»
«Questo non significa negare il valore del progetto. Un sentiero strutturato, accessibile e ben promosso può rappresentare un volano per il turismo lento e per l’economia locale. Tuttavia, proprio per questo, è fondamentale che ogni euro speso generi il massimo impatto possibile. La vera sfida non è scegliere tra sviluppo e conservazione, ma tra spesa e investimento. Nel primo caso si realizzano opere; nel secondo si costruisce valore duraturo per il territorio. Castelmonte merita attenzione e valorizzazione. Ma merita anche scelte lucide, basate su efficienza, proporzionalità e rispetto per le risorse dei cittadini.»

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