Asili nido a Trieste: un bambino su due resta fuori. Servono investimenti strutturali!
I dati pubblicati oggi da Il Piccolo
confermano una realtà che si consolida nel tempo: a Trieste le domande per i
nidi d'infanzia (1.249) sono più del doppio dei posti disponibili (533). Un
bambino su due resta escluso. L'apertura del nuovo nido "Marinella" a
Roiano, con 66 posti aggiuntivi, è un passo avanti ma non cambia la sostanza
del problema.
Non si tratta di un'emergenza locale: è il
sintomo di un modello di welfare che preferisce i bonus a pioggia ai servizi
concreti.
ORA! propone un cambio di paradigma. Come
indicano le nostre tesi programmatiche, servono meno trasferimenti monetari
indistinti e più servizi in natura — asili nido, tempo pieno, trasporti
scolastici — perché sono questi interventi a produrre effetti duraturi sulla
mobilità sociale, sull'occupazione femminile e sul potenziale di crescita del
Paese.
L'Italia registra uno dei tassi di occupazione
femminile più bassi d'Europa. Il legame tra carenza di nidi e abbandono
lavorativo delle madri è documentato e diretto. Per questo ORA! chiede di
aumentare l'offerta di nidi e asili nella fascia 0–5 anni con investimenti
pubblici strutturali, così da ridurre il part-time involontario e l'uscita
forzata delle donne dal mercato del lavoro.
La nostra visione è chiara anche sul piano
educativo: i servizi per la prima infanzia non sono un parcheggio, ma il primo
tassello del percorso formativo. Un apprendimento prescolare di qualità riduce
le disuguaglianze socio-economiche fin dalla partenza. Per questo proponiamo
l'estensione dell'obbligo scolastico a partire dai 3 anni, per garantire pari
opportunità educative e favorire lo sviluppo cognitivo e sociale dei bambini
fin dalla più tenera età.
La nostra proposta per Trieste e per il Paese:
A livello nazionale, ORA! chiede un piano
pluriennale di investimento nei servizi educativi per l'infanzia, finanziato
attraverso la razionalizzazione della spesa corrente improduttiva e il riordino
dei bonus familiari che oggi disperdono risorse senza incidere sulle cause
strutturali del problema. A livello locale, chiediamo all'amministrazione
comunale di Trieste un piano straordinario di ampliamento dei posti nido, che
vada oltre la pur positiva apertura della struttura di Roiano e punti a colmare
progressivamente il divario tra domanda e offerta.
Ogni bambino escluso da un nido è un'opportunità educativa negata e, spesso, un posto di lavoro in meno per una madre. Non possiamo più permettercelo.
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